La Fondazione Memoria della Deportazione  accresce significativamente il proprio patrimonio documentario attraverso un’ulteriore acquisizione di materiali librari e archivistici appartenuti a Felice Pirola in virtù della donazione di Renata Magini vedova Pirola. Felice Pirola (1923 – 2000) è stato un internato militare italiano. Nel dopoguerra è divenuto membro dell’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti (ANED) e dell’Associazione nazionale ex internati (ANEI), e ha costantemente raccolto documenti diversi riguardanti perlopiù la deportazione.

La Fondazione aveva già acquisito nel 2003 un primo versamento di materiale archivistico donato dalla famiglia, cui ne è seguito un secondo nel 2004. Questi documenti sono stati riordinati e inventariati nel 2014, e una parte di essi sono stati presentati in una mostra sugli internati militari italiani presso il Centro di documentazione sul lavoro forzato di Schöneweide.

Ora, grazie a quest’ultima donazione, la Fondazione dispone di nuovo materiale archivistico, librario, e museale.

I volumi dell’ampia biblioteca di Pirola riguardano le memorie degli internati militari italiani e degli oppositori politici italiani deportati nei campi di concentramento, la storia dei militari italiani all’estero che in seguito all’8 settembre del 1943 si sono opposti ai nazisti, l’apporto dei partigiani stranieri alla Resistenza in Italia, le repubbliche partigiane. Sono poi presenti diversi cataloghi filatelici riguardanti emissioni celebrative della Resistenza. Vi sono anche libri rari e difficilmente reperibili, molti dei quali riguardanti la deportazione, scritti anche in inglese, francese, tedesco, polacco, eccetera.

Il materiale archivistico di nuova acquisizione raccoglie materiali inerenti l’attività dell’ANED e dell’ANEI, la creazione di bibliografie sulla deportazione, la cernita di documenti inerenti singoli campi di concentramento. Tra questi si segnala anche la presenza di fazzoletti, gagliardetti, distintivi, fasce a bracciale delle associazioni italiane e straniere di reduci della deportazione.

Sono infine compresi alcuni cimeli come sezioni di filo spinato dotato di isolanti in ceramica.

Oggi ci è difficile fornire una stima sulla consistenza dei materiali, i quali, al momento del trasloco, erano contenuti in cinquanta scatole.

Ringrazio, anche a nome della Fondazione, la signora Renata Magini per la donazione di questa complessa compagine documentaria di valore inestimabile; questo secondo versamento infatti arricchisce notevolmente il patrimonio della Fondazione  per qualità e per quantità. La Fondazione si configura così sempre più come l’istituto nazionale di storia della deportazione.

Desidero infine esprimere la mia riconoscenza ai lavoratori della Fondazione che hanno spontaneamente prestato la propria manodopera, anche indipendentemente dalla proprie competenze, e addirittura con mezzi propri, consapevoli del fatto che il loro vitale contributo ha permesso di ridurre al minimo le spese per la predisposizione degli spazi utili per conservare correttamente il materiale documentario nella sede, per l’acquisizione, e per il trasloco: Elena Gnagnetti, bibliotecaria, Vanessa Matta, archivista, Massimo Castoldi, consigliere e responsabile per la didattica.

Il direttore

Rocco Marzulli