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Il 30 ottobre 2018 inizierà un nuovo progetto didattico della Fondazione Memoria della Deportazione con l’Istituto d’Istruzione Superiore Statale (IISS) “Giuseppe Torno” di Castano Primo (MI). Il progetto si articolerà in una serie di incontri che prepareranno un gruppo di studenti per un viaggio della Memoria all’ex-campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau e alla città di Cracovia.

Il progetto avrà inizio con una lezione del prof. Massimo Castoldi sul tema Antisemitismo, guerra e deportazione. Sguardo storico e processi socio-culturali, seguita da un incontro dibattito con gli studenti delle classi quinte.

Il progetto

Seguiranno

– a novembre un incontro su Caratteristiche fondamentali del fenomeno dell’antisemitismo in ambito storico, filosofico e religioso, a cura dei proff. Silvia Cella ed Egidio Cardini, docenti dell’Istituto;

– tra dicembre e gennaio un secondo incontro degli studenti che nel frattempo avranno aderito al progetto, col prof. Castoldi in Fondazione, con discussione sui temi della deportazioni in Italia e in Lombardia;

– un’uscita didattica con visita guidata al Museo della Deportazione e al Binario 21, presso la Stazione Centrale di Milano e al Monumento al Deportato presso il Cimitero Monumentale di Milano;

– il viaggio della Memoria all’ex-campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau e alla città di Cracovia.

Sarà proposta agli studenti anche la visione del documentario Notte e nebbia (1956) di Alain Resnais.

L’intero progetto è coordinato per la scuola dai proff. Egidio Cardini, Silvia Cella, Anna Maria Fornara.

Il viaggio della memoria. Riflessioni

L’esperienza dei viaggi della memoria rappresenta un’occasione per avviare con gli studenti una riflessione sul tema della memoria della deportazione, sul significato della visita ai campi di sterminio in rapporto con la necessità della ricerca storica e con le sfide del presente.

Questo al fine di andare oltre il motto “ricordate affinché non si ripeta”, che rischia di trasmettere non solo un’immagine oltremodo ingenua della storia, ma anche un moralismo banalizzante, che la vorrebbe risolvere in una visione compassionevole, a volte addirittura in una favola edificante che racconta la guerra del bene contro il male, nella quale noi spettatori passivi siamo inevitabilmente, quasi per un inspiegabile diritto, dalla parte del bene.

Le domande del presente

Andiamo e dobbiamo andare sui luoghi della memoria, non solo per rendere doveroso omaggio ai milioni di vittime innocenti dello sterminio, ma anche per rafforzare in noi l’urgenza delle domande alle quali facciamo fatica a rispondere e che sono le domande, che sono al centro della nostra vicenda collettiva e individuale, che sono le domande del nostro presente:

– perché una società, che si definisce civiltà, arriva a decretare l’assassinio di una parte della propria popolazione?

– perché ciò è accaduto proprio in Germania, in Austria, in Italia e oggi accade anche in altre parti del mondo?

– perché ancora nel mondo contemporaneo cultura e barbarie non sono dissociabili l’una dall’altra, nonostante tutti i discorsi e gli appelli che da secoli si fanno sulla richiesta di pace e di tolleranza?

Visitare i luoghi dello sterminio, dunque, non è né il punto di partenza, né il punto di arrivo di un percorso, ma soltanto un importante, forse oggi imprescindibile, momento di un itinerario di conoscenza storica, al quale tutti dobbiamo partecipare con senso di responsabilità e consapevolezza. Il nostro scopo è ripercorrere insieme la nascita delle strutture del pensiero antidemocratico, del totalitarismo, che i nostri avi hanno prodotto e sostenuto, e impegnarci a riconoscerne i germi nella società nella quale viviamo.